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Inizia un nuovo corso alla Pro Patria, non sarà facile

La Pro Patria volta pagina? sembrerebbe proprio di si. Dopo 4 anni Pietro Vavassori molla il timone del glorioso club tigrotto dopo tante fughe in avanti, ripensamenti, tentativi presunti veri e tanto altro di più che è difficile spiegarlo, forse un libro di Kafka sarebbe stato più digeribile.
Il nuovo corso ha una matrice milanese-bustocca, è un matrimonio combinato e ci auguriamo che si consumerà senza ombre:

Fulvio Collovati, Patrizia Testa sono i punti di riferimento di questo nuovo corso ( F.Collovati non ha bisogno di presentazioni, Campione nel Mondo 1982 e nel calcio da sempre, P.Testa nel calcio dovrà dimostrare cosa sa fare, si occupa di immobili).

Entrambi portano in dote uomini, tecnici che avranno un gran lavoro da fare tutto in salita con un Campionato già iniziato e poco tempo per operare sul mercato. Il gruppo Collovati si occupa già di procure di calciatori.

Si chiude l’era Vavassori e con un colpo di spugna se ne vanno l’allenatore P.Tomasoni (recordman degli allenatori biancoblu senza una gara ufficiale) e il d.s. Merlin, subentrano il tecnico Oliva con esperienze mai nei professionisti e l’ex Vogherese Ragazzoni. Vavassori se ne va con l’onore delle armi? difficile spendere parole positive per il patron della Ital Sempione.

Si è sempre vantato di avere fatto sul campo due promozioni, dalla sua anche una bruciante retrocessione in 4 anni (il 3° Campionato non si assegnavano retrocessioni) con un processo sportivo alle porte che come una spada di damocle condizionerà la stagione e il nuovo corso Collovati-Testa.

Dalla sua Vavassori ha dimostrato di essere un discreto amministratore come qualche anno fece la prima la famiglia Vender anchessa con una retrocessione nel finale degli 8 anni.
Vavassori ha fatto tanto quanto fece la famiglia Vender con al loro attivo più anni in C1 un 2° posto in C2 e l’anno successivo la Promozione in C1. Quello che non è mai piaciuto dell’impreditore di origini bresciane il mancato rapporto con l’ambiente bustocco voluto unilateralmente: prima di rilevare la prima squadra ha fatto esperienza nel settore giovanile, conosceva ampiamente istituzioni, tifoseria, costumi locali. Speriamo di non rimangiarci tra qualche tempo questo nuovo corso con qualche colpo di teatro già visto.

Collovati-Testa hanno davanti a se un compito proibitivo: la piazza nel corso degli anni si è fiaccata e dilaniata, i problemi tecnici con un Campionato già partito sono evidenti, il processo sportivo Dirty Soccer non sarà una passeggiata e farla franca sarà difficilissimo.
L’ambiente è da riconquistare e da ricostruire. Da subito occorre far vedere cuore, concentrazione, preparazione, si vuole sentire parlare di lavoro e poco di marketing; il Campionato di LegaPro è severo. Sarà dura…