Alla Pro Patria rimane solo l’orgoglio, bussa alla porta il calcio dilettantistico

Solo 17 punti in 27 partite per i tigrotti, è uno score che fa rabbrividire: sono già passati 4 allenatori e diverse gestioni societarie vere o presunte che siano poco importa, la salvezza sembra un miraggio. Diciamocela tutta questa annata per come è partita la “R” di retrocessione ce l’ha cucita addosso sin dal 1 Agosto quando per l’ennesima volta i biancoblu sono stati iscritti nelle more dei regolamenti e non era la prima volta nelle gestioni Vavassori: questa volta proprio è avvenuta all’ultimissimo secondo utile con giocatori fatti venire a Busto Arsizio a blocchi in pochi giorni e fatti partire in bus per un ritiro pre-campionato molto fantozziano. Con il primo allenatore Lulù Oliveira sebbene i limiti della squadra siano emersi subito dalla cintola in su la squadra non dispiaceva e qualche punto è stato raggranellato pur rimanendo nei fondi di “bottiglia”, c’era il tempo a disposizione e la speranza che il lavoro e qualche innesto potesse dare il via alla risalita. Le scelte successive che hanno portato all’allontanamento del tecnico belga-brasiliano hanno di fatto portato allo sbando anche la guida tecnica e societaria e ovviamente i risultati sul campo data la qualità dell’organico sono stati peggiorativi. Una proprietà sempre più incomprensibile: ancora oggi non si capisce chi comanda? Vavassori ha fatto in modo che fattivamente Filippi diventasse negli ultimi giorni di mercato invernale il Presidente per poi lasciare nel limbo dell’imprevedibilità la situazione. Ci permettiamo di interpretare e di andare oltre la cronaca dei fatti Vavassori e l’ “Intellighentia” bustocca se la sono giurata e spergiurata. Il secondo allenatore della stagione Monza e Tosi hanno aggravato una situazione già perniciosa; da Febbraio l’illusione di una fantomatica campagna acquisti ha creato un piccolo sospiro nell’ambiente subito soffocato dopo il risultato positivo con il SudTirol: il paradosso di questa squadra che nei primi tempi tiene botta anche alle migliori squadre del girone per poi “appannarsi” nei secondi. Il tempo passa inesorabile e le formazioni che prima stavano dietro ai tigrotti grazie a rinforzi seri ora stanno sopra ai biancoblu. Una squadra costruita male e non puntellata a dovere si ritrova all’ultimo posto a 11 partite dalla fine con una retrocessione diretta che in via Cà Bianca non si vedeva da qualche decennio che bussa alla porta; 3 retrocessioni in 7 anni sono troppe da qualsiasi parte: c’è modo e modo di retrocedere, fuori l’orgoglio, il carattere, la grinta che in campo in questa stagione si sono visti ben poco, e che i “litiganti” la piantino una volta per tutti. Il calcio dei dilettanti sta bussando alla porta dopo 20 anni, chi gli vuole aprire? Mercoledi nello scontro diretto con il Pordenone non si deve aprire quella porta, si deve essere più forti degli arbitri e degli avversari.

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