UNA VITTORIA CARICA DI…SPERANZA E RIMPIANTI


Avessero giocato cinque o sei delle partita gettata alle ortiche (il ritorno a Como, Figline in casa, Viareggio, Sorrento e le due col Lecco) come ieri, saremmo qui a parlare di una stagione non certo brillante, ma già archiviata per la salvezza raggiunta. Ma con il senno di poi si quaglia ben poco e ci si rode il fegato fino a consumarlo. Certo i rimpianti restano e nel momento in cui Marci viaggiava nella prateria folignate inseguendo il gol della sicurezza, metro dopo metro, crescevano a dismisura. Ieri il popolo biancoblù al termine della partita non sapeva se imprecare per il recente passato scellerato o essere per lo meno ottimista per un presente che ha visto (e non era facile) una squadra per lo meno reattiva e battagliera. Potremmo star qui all’infinito a ragionare sul quel che poteva essere e non è stato. Per questo preferiamo chiudere i rimpianti in un cassetto per il momento e guardare al presente, anche se non appare certo roseo.

Un presente che dice playout. Perché gli spareggi sono in questo momento il punto su cui costruire una salvezza che, per quanto visto in questa stagione, sarebbe davvero un’impresa. Un presente che ci regala un mister cattivo e che, sia quando ringhia che quando ride, mostra i denti, giusto per ricordare alla truppa che se non corre, glieli (simbolicamente sia chiaro) nelle terga.

Gaudenzi non è un santo e in questi giorni non ha fatto miracoli, ma non si è nemmeno rassegnato a un gruppo, che di domenica in domenica, si è smidollato. Ha raccolto i cocci, forse nello spogliatoio ha strigliato a puntino l’armata Brancaleone e soprattutto ha fatto scelte chiare: da qui alla fine gioca solo chi non se la fa sotto. Chi in campo mena, corre e rincorre fino alla morte gli avversari, la vittoria, il sogno della salvezza diretta o agli spareggi che sia. Ha persino trovato il modo per dare un segnale a Serafini mettendolo in panca e al contempo offrirgli un’altra occasione gettandolo nella mischia per tutta la ripresa. Il bel cigno che fu però si è confermato brutto anatroccolo.

Tutto il resto della truppa (che ha confermato in toto limiti tattici e tecnici) ha però dato quel segnale che lo Speroni attende da tempo immemore. Chi è andato in campo ha corso (anche l’Eder, seppur non sufficiente) e ha regalato 90 minuti folli: due volte in vantaggio e raggiunti con dormite ben note al popolo biancoblù. Questa volta però la fiammella non s’è spenta.  Sarno è stata la benzina sul lumicino, l’inzuccata in tuffo di Ripa la fiammata che ustiona e il gol in solitaria di Marci la legna che garantisce luce e calore in vista delle ultime due gare.

Speriamo e tifiamo. In questo momento non ci resta altro da fare.

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