IL PAGELLONE DEL LUNEDI, propatria-foligno

GIANBRUNO 6.5 Incassa due perette, ma su entrambi i gol degli umbri l’unica cosa che può fare e raccogliere la sfera in fondo al sacco. Bravo e reattivo ogni volta che viene chiamato in causa. L’unico difetto è la presa: non sempre è d’acciaio

BRUCCINI 6 Non è la prima volta che viene “inventato” esterno basso. Non sarà un fenomeno, ma ovunque lo piazzi fa il suo dovere fino in fondo con umiltà e applicazione

RINALDI 5.5 Sotto l’aspetto psicologico non commette “rinaldate”. Tiene a bada i nervi (ed è già una buona notizia) meno gli avversari. Per fortuna che i buchi (complice il compagno centrale) non pesano sul risultato

PIVOTTO 5,5 Gli vien la tremarella e non è da lui. Troppo piantato sui piedi in entrambe le occasioni gol del Foligno.

CHIECCHI 6 Dirottato sulla fascia come già gli è capitato in altre occasioni. Rispetto al passato però è più propositivo anche in fase di spinta

CRISTIANO 6 Miracolato. Gioca anche in condizioni fisiche non perfette e non tira mai indietro la gamba. In mezzo al campo fa sentire il suo agonismo e alla lunga è prezioso in fase di rottura del gioco avversario. Avesse regalato dieci partite come quella di ieri (insieme ai compagni, sia chiaro) la situazione di classifica sarebbe ben differente

LOMBARDI 6 Fastidioso come un mosquito. Infila le sue gambette ovunque, rincorre e punzecchia gli avversari fino alla morte e, col fiato che gli resta, cerca anche di alzare la squadra

PACILLI 6 Il fisico non lo sostiene fino alla fine, ma il cuore batte fino all’ultimo secondo. Meno efficace in fase d’attacco, prezioso quando deve fare da argine esterno sulla linea mediana. Il Pacilli formato “qui non si passa” è tutto in una rovesciata provvidenziale in mezzo al campo dopo che è stato scavalcato dal pallone. Gesto atletico bello, ma soprattutto provvidenziale per stoppare una ripartenza umbra

SARNO 8 Guadenzi fa la scelta giusta: Serafini in panca e il genietto in miniatura uomo faro in appoggio a Ripa. Sarno ripaga mister e pubblico con una gara superlativa. Per battere il Foligno servivano i colpi del singolo e lui li ha. Ha anche il piede delle domeniche felici e delizia lo Speroni con dribbling efficaci (splendida la serpentina al limite dell’area nella ripresa in mezzo a tre difensori). Di rapina il gol del primo vantaggio, di classe cristallina il 2 a 1 con tiro che si abbassa all’ultimo e uccella l’estremo folignate, lancio col calibro l’assist per il gol di Ripa e gesto di grande generosità il lancio per il poker di Marci. Il giocatore sempre in cerca di se stesso, partita dopo partita si sta ritrovando. Per il bene della Pro e anche del calcio.

RIPA 7 Non sa proprio mordersi la lingua quando un compagno sbaglia un passaggio. Ma questa volta (ed è la prima) lotta anche lontano dall’area di rigore. Resta un “one man show”, nel senso che come centravanti occorre sempre servigli l’opportunità sul piatto d’argento, ma il gol in tuffo di testa e davvero bello e sintomo anche di grande coraggio. Merita miglior fortuna il tiro che sbatte sull’incrocio interno. Spreca un’occasione facile facile e in questo caso non si smentisce

BAU’ 5 Ormai abbiamo perso la speranza di veder il bel giocatore che fu. Va detto però che nonostante la prova (ennesima) incolore, questa volta dà almeno la sensazione di voler correre

SERAFINI 5 Gaudenzi vuole undici pirati che piglino a “calci in faccia” avversari e paura. Serafini non ha il pedigree del lottatore e parte dalla panca. Quando entra si mette dietro a Ripa, ma appare svuotato e sfiduciato. Vivacchia nelle terra di nessuno, pizzicato (leggermente) dal pubblico non dà cenni di reazione

RUDI 5.5 Mezzo voto in meno per i due gialli in 20 minuti. Peccato, perché dietro fa legna

MARCI 6 Il gol della sicurezza gli vale la sufficienza. Deve ringraziare il buon cuore di Sarno che con un tocco generoso lo invita a bucare la rete ormai sguarnita

GAUDENZI 7 Non è il momento di ragionare sugli schemi e lui lo sa. Sceglie chi (tra quelli a disposizione) in questo momento può mettere in campo corsa e voglia e ha il coraggio di far accomodare Serafini in panca. Lavora sulle motivazioni, sbrana chi si ferma per tirare il fiato e dà la sensazione di non mollare mai i suoi ragazzi al proprio destino. La speranza è che l’effetto Gaudenzi  continui fino alla fine di questa stralunata stagione.

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